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La storia del Corteo

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Furono "I Visconti, Signori di Milano" a fondare il castello nel XIV secolo, per onorare le nozze di Beatrice Visconti - sorella di Gian Galezzao duca di Milano - con Giovanni Anguissola, appartenente ad una delle più potenti Casate della nobiltà piacentina. Il maniero e le terre di proprietà tra successioni e fatti d'arme rimasro alla stessa Casata sino al 1576, quando il feudo fu alienato al Ramo Anguissola di Vigolzone.

Quasi trecento anni dopo Gaetano Anguissola sposa Francesca Visconti (Fanny) che rimane vedova e poi perde il figlio Filippo (+ 1870). L'ultima degli Anguissola di Grazzano alla morte (22 novembre 1884) lascia un ingente patrimonio distribuito tra istituti di carità ed i nipoti Visconti di Modrone.

E' Giuseppe Visconti di Modrone (1879 - 1941) che nel primo decennio del 1900, progetta il villaggio medievale tutto nuovo di Grazzano. Nel 1915 la borgata - per Decreto di Vittorio Emanuele III°- aggiungerà al toponimo originale il cognome Visconti, "per rendere omaggio di riconoscenza al conte Giuseppe di Modrone per le numerose opere di beneficenza da lui erette nella suddetta frazione".

Dopo un secolo, sono ancora i Visconti di Modrone a difendere e conservare l'aspetto e l'atmosfera del borgo in stile neo medioevale, dove ogni anno e da trenta anni si rinnova l'atmosfera di una giornata di festa medievale. Tre decenni per una manifestazione rievocativa sono certamente un periodo rilevante, difficile osservarne le componenti senza scorgere immagini poco vivaci, toni sbiaditi ed increspati. Il Corteo storico di Grazzano Visconti sfugge a questa nemesi, mantiene infatti un'attrattiva che ne consente una lettura classica sempre attuale al pari del poema epico di Lodovico Ariosto la dove canta festa

"Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori,
le cortesie, l'audaci imprese
che furo al tempo che passaro.. "

Nella giornata del "Corteo" uomini e donne sono "naturali" protagonisti di un allestimento dai colori di un affresco dalle tinte esaltate dalla patina del tempo.

L'indagine agiografica che sin dalla prima edizione ha sorretto la sceneggiatura, ha mantenuto il criterio prioritario della plausibilità del fatto storico, ampliato negli elementi che conferiscono maggior forza narrativa e solennità all'evento raccontato.

Parecchi i momenti rilevanti che coprono l'intera giornata dell'ultima domenica di Maggio, giorno in cui la città d'arte di Grazzano Visconti accentua la sua connotazione medievale.

Dalla provincia piacentina confluiscono i rappresentanti delle famiglie che nell'Anno 1389 governavano i territori dal Po all'Appennino Piemontese-Ligure e Parmense: le Casate: Nicelli dall'alta Val Nure, I Malaspina dall'alta Val Trebbia, gli Anguissola di Travo, di Vigolzone, e di Altoè accolti dai Signori del luogo Beatrice Visconti e Giovanni Anguissola nella cui dimora è ospite Valentina Visconti, Domina di Asti, in procinto di riprendere il viaggio alla volta di Parigi, dove è attesa dallo sposo Luigi II di Valois, fratello del re di Francia.

Ogni edizione racchiude le premesse per una spettacolare giornata di festa con corteo storico, aperto da gonfaloni e vessilli, sbandieratori, tamburini, suonatori di chiarine, amanuensi, veggenti, cantastorie, con mercati e attrazioni medievali, secondo un programma preparato con massima attenzione nelle linee generali e nei minimi dettagli, ma aperto alle estemporanee e fantasiose situazioni che puntualmente favorendo la ricerca e il coinvolgimento di un buon numero di persone dei nostri giorni; poi il clou finale della giostra dei cavalieri, nella quale i portacolori delle Casate duellano nell'antica Arte del Torneare...

Ogni edizione comporta notevole impegno fatiche e rischi, che però è anche fonte di notevole soddisfazione per il lusinghiero riscontro di migliaia di spettatori. Sono oltre trenta anni che la Pro Loco riesce nell'impresa di confezionare uno spettacolo di alta suggestione.

In bocca al lupo ....

Renato Passerini

 

  Una delle prime edizioni del corteo Storico nell'anno 1956

 

 

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