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Case ed arredo urbano

 

Le Case preesistenti al Borgo Visconteo

Il blocco abitativo della Contrada e l'ex mulino azionato dal Rivo Grazzano - illuminata opera di ingegneria agraria realizzata nel 1700 canalizzando l'acqua dal torrente Nure attraverso la campagna per una decina di chilometri - costituiscono sobria testimonianza di materiali e di architettura colonica dei secoli passati.

 

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Le Colonne

Quella detta "propiziatrice" è collocata dal 1948 all'inizio di piazza Guido Visconti. Un basamento e un corpo in cotto sorreggono un capitello sul quale poggia su base pentagonale l'immagine pagana della dea dell'abbondanza.

In prossimità dell'Istituzione è innalzata all'ingresso di piazza Guido Visconti, dagli anni trenta, la "Colonna dell'angelo" con basamento in cotto sul quale si eleva un angelo in marmo bianco con lo stemma visconteo. Fu innalzata a ricordo della visita del Re Vittorio Emanuele III a Grazzano.

La statua in marmo bianco posta nelle adiacenze della chiesa ricorda la visita della Regina Elena avvenuta nel 1934.

 

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L'Affresco dell'Annunciazione

Si affaccia sulla piazza Guido Visconti. Dal punto di vista volumetrico si presenta piuttosto articolato, la tipologia richiama i palazzi signorili del medioevo. Una scala laterale in legno culmina in un balcone a loggia che serve di accesso al piano superiore.

Di notevole interesse il grande affresco dell'Annunciazione con le raffigurazioni care all'iconografia cristiana, eseguito su un impianto quadrato sormontato da una lunetta.

A piano terra si apriva l'Ufficio delle Regie poste e telegrafi. Su via Carla Visconti si protende un romantico verone sormontato da un baldacchino in coppi sostenuto da elegante struttura lignea.

Accanto all'attuale sede dell'Ufficio postale è degna di considerazione una finestra sagomata in quadro sulla quale è applicata una grata circondata da composizioni floreali. Gli ingressi sono sormontati da robusti baldacchini in coppi sostenuto da armature lignee.

Al piano superiore sul delicato colore avorio dell'intonaco si susseguono multiformi apparati decorativi e architettonici. La parte terminale dell'edificio è definita da due fasce di decorazioni con motivi vagamente floreali.

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Le Madonne

Diverse sono le immagini sacre collocate un po' in tutta la borgata.

Tra le più cariche di storia la statua posta nel sacello mistico che sorge, per chi giunge da Piacenza, alla fine del rettilineo alberato. È infatti la terza scultura linea che viene posta nella cappelletta.

La prima opera fu realizzata dal mastro grazzanese Sante Losi nel 1947 quale ex-voto dei grazzanesi per aver avuto preservato il paese dai bombardamenti della guerra che avevano infierito sulle località limitrofe. Oltre a costituire una meta di devozione suscitò interessi meno mistici: la statua venne infatti trafugata nella notte del 4 agosto 1989.

Una affermata scultrice piacentina, la professoressa Ada Tassi colmò con generosità il vuoto lasciato realizzando una nuova statua.

L'opera, di stile quattrocentesco e di austera bellezza attirò di nuovo l'attenzione di ladri appassionati d'arte e così il 12 febbraio del 1991 il sacello ritornò "desolatamente vuoto".

L'attuale bassorilievo, ancorato con rilevanti misure di sicurezza, è opera di Franco Liberi, eclettico artista in forza alla Istituzione Visconti di Modrone.

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L'ex-Asilo

Questo fabbricato costituisce un caso a se. Risulta infatti per scelta dell'ideatore del borgo, lontano dagli stili neogotici e neoromantici per avvicinarsi al Liberty di fine ottocento.

L'edificio, inaugurato il 27 ottobre del 1910 è nato come ex-voto della moglie del conte Giuseppe, donna Carla Erba, per l'insperata guarigione del figlio terzo genito colpito da grave malattia infantile.

Un filo di perle continuamente ricorrente nelle decorazione parietale ricorda la donazione di una preziosissima collana che permise la costruzione della struttura destinata ad asilo per l'infanzia L'edificio, leggermente sovralzato, presenta un apparato decorativo di massimo interesse.

L'intonaco è impreziosito da una quadrettatura grigio e avorio, le finestre sono finemente lavorate. Il manto di finitura del piano superiore, di colore beige-tortora, crea con l'abbinamento al cotto delle finestre una atmosfera alquanto piacevole, esaltata dal verde che circonda la costruzione.

 

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La Casa con Archi e Colonne

Immette da via Carla Erba alla Piazza Gian Galeazzo Viscontì, (nota anche come del Biscione). È tra le costruzioni più eleganti e stilizzate di tutto il borgo.

La prima parte è caratterizzata dalla merlatura del tetto e per una serie di eleganti archi, poi il fabbricato poggia su robuste colonne circolari affrescate a bande orizzontali rosso-porpora e bianco, con all'estremità un capitello in legno sagomato che sorregge una architrave sempre in legno e un soffitto a cassettoni esteso per tutta l'ampiezza del porticato che si svolge su differenti livelli con pavimentazione in cotto.

Creano effetti di sicuro interesse il fascione marcapiano, le ricche e volubili decorazioni con l'immancabile biscione, il cordolo di appoggio delle finestre, e la serie di differenziati comignoli.

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La Stazione del Tranvay

L'unico edificio che si affaccia direttamente sulla strada di fondovalle è legato al passaggio della linea ferroviaria a vapore. L'edificio di impianto planimetrico regolare risale al 1915; realizzato in pietra grezza presenta una serie di interessanti finestre ad ogiva, ciascuna decorata in modo diverso.

Il 15 aprile 1880 viene fondata con atto del notaio Alfred Dominson la società "The Piacenza Bettola and Cremona Tramway Company Limited" rappresentata dall'ing. Robert Fowler Mackenzie; la società si prefiggeva lo scopo di costruire e gestire due tramvie a vapore: una da Piacenza a Bettola, l'altra da Piacenza a Cremona.

La linea ferrata fu costruita posando i binari sulla sede stradale esistente per cui le stazioni venivano ubicate in prossimità del centro di ogni paese. Il 16 maggio 1881 prendeva il via la Piacenza-Grazzano-Pontedellolio su un percorso di 22 km, alla quale si aggiungeva - 1'8 luglio del 1882 - il tronco Pontedellolio-Bettola di km 11.

La rete veniva completata il 14 giugno del 1886 con la Grazzano-Rivergaro di km 8. A Grazzano la prima stazione era situata nello spiazzo antistante la portineria del Castello ed era costituita da una grande tettoia. Rimase in esercizio sino al 1916 quando la linea ferroviaria fu deviata sulla strada provinciale.

La stazione era costituita dal fabbricato che oggi ospita il negozio dei giornali e dei generi alimentari.

 

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Le Case con le Colonne

Il fabbricato che chiude a nord ovest la piazza Guido Visconti viene costruito negli anni 1928-1930. È costituito da due parti alquanto diverse fra loro: una contraddistinta dalla presenze di botteghe, una seconda più interna destinata ad abitazioni.
La prima parte è in pietra grezza e cotto, con decorazioni che interessano lo spazio tra gli archetti pensili; la seconda parte parzialmente intonacata e affrescata è variamente ornata da finestre a sesto acuto coronate da colonnine tortili. Il complesso si conclude con un portico con colonne decorate da fasce orizzontali bianche e rosse; lo stesso motivo cromatico arricchisce l'interno del portico.

Nota particolarmente interessante è un affresco, a mano del Visconti, raffigurante una fanciulla rimirante gli stemmi nobiliari di famiglia, sullo sfondo la pianura piacentina nel cui centro si ergono il castello e il borgo di Grazzano 

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Gli Ingressi

Sono quattro le porte di ingresso al borgo. Come nel medioevo delimitano simbolicamente l'ambito urbano dalla campagna.

Le prime tre, inserite in una cinta muraria, presentano conformazioni strutturali ricche di cordoli parti in cotto, affreschi nella parte superiore; la quarta, formata da due torrette simmetriche che racchiudono un portale a sesto acuto, crea una pittoresca visione sulla facciata della chiesa.

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